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giovedì 26 aprile 2012

Gli Spinosini (tagliolini) alle vongole e limone di Moreno Cedroni

Attenzione! Avviso importante ai miei lettori!
Se non avete ai vostri ordini un'intera brigata di cucina, per fare questi tagliolini alle vongole ci metterete 4 (dicasi quattro) ore!!! E altrettante per leggere questo post ;)
Se non avete né tempo né voglia, andate direttamente alle considerazioni finali...


Ovviamente nulla vi vieta di usare la vostra ricetta abituale per fare la pasta alle vongole (e vi assicuro che è ciò che farò io next time!), ma se volete provare l'ebbrezza di cucinare un piatto da chef stellato (oppure avete uno Starbooks a cui stare dietro...), non vi resta che seguire questa mia avventura alle prese con gli...


Spinosini alle vongole veraci e limone giallo di Moreno Cedroni
da "Grandi Cuochi - Moreno Cedroni", Giunti Editore

Questi sono gli ingredienti e i quantitativi esattamente come sono indicati sul libro; le mie varianti, aggiunte, considerazioni e smoccolamenti vari li trovate man mano durante la descrizione della ricetta...

ingredienti per 4 persone
per la salsa:
90 g di olio extravergine d'oliva
12 g di olio extravergine d'oliva al peperoncino
5 g di aglio tritato
700 g di vongole
50 g di vino bianco
100 g di "pomodoro brodo" (è una preparazione di base, vedi sotto)
100 g di brodo di pesce (è una preparazione di base, vedi sotto)
2 g di prezzemolo

per gli Spinosini:
200 g di Spinosini (per me tagliolini di Campofilone)
1.000 g di acqua
15 g di sale

per il bianco limone:
10 g di bianco del limone
50 g di olio di limone
2 g di succo di limone
10 g di brodo di pesce
aglio qb

per la finitura:
2 g di vongole crude sgusciate
2 g di zeste di bianco del limone
2 g di scorza grattugiata di limone giallo
2 g di prezzemolo
olio evo al limone qb

Ma prima di tutto questo, dovete preparare il brodo di pesce, per il quale vi occorrono:
120 g di carota
160 g di cipolla bianca
300 g di pomodori ramati
8 g di aglio in camicia
4 g di prezzemolo (gambi)
10.000 g di acqua
80 g di sale
1.500 g di pesce da brodo
e per il soffritto:
50 g di olio extravergine d'oliva
5 g di aglio in camicia
2 g di prezzemolo (gambi)
100 g di pomodori ramati
400 g di pesce da brodo

Siete già esausti solo a leggere gli ingredienti? Su su, che il bello ha da veni'...
Con questi quantitativi otterrete molto più brodo di quello che vi servirà per la ricetta (avete calcolato che 10.000 grammi d'acqua equivalgono a 10 litri? bravissimi!), quindi potete tranquillamente dimezzare o addirittura dividere per 4 le dosi.
Come pesci potete usare gallinella, cappone, nasello, spigola, ombrina, dentice... tenendo presente che le teste danno molto sapore al brodo.

Tagliate a dadi carota, cipolla e pomodoro, aggiungete l'aglio e il prezzemolo e mettete tutto nell'acqua fredda salata. Accendete il fuoco e quando cominicia a bollire unite il pesce (intero, poiché dopo lo si dovrà separare dalle verdure) e lasciate cuocere, schiumando, per 10 minuti (io un po' di più).
Nel frattempo preparate il soffritto con olio, aglio, pomodori e il pesce a pezzi.
Togliete il pesce e le verdure dal brodo e mettetele da parte.
Aggiungete il soffritto al brodo e passatelo al setaccio fine.
Non buttate le verdure lesse, poiché vi serviranno per la preparazione del "pomodoro brodo". Mentre il pesce lessato ve lo potete mangiare condito con un filo d'olio o come più vi piace.

Ed ecco qui gli ingredienti per il pomodoro brodo:
100 g di olio extravergine d'oliva
2,5 g di aglio in camicia
2 g di foglie di basilico
2 g di sale
400 g di brodo di pesce
le verdure utilizzate per il brodo di pesce

Cuocete insieme nell'olio l'aglio e le foglie di basilico. Unite il sale, le verdure e il brodo di pesce e lasciate cuocere finché il liquido si è ridotto a 700 g (ma se il brodo di pesce pesa 400 g, come caspita fa a ridursi a 700?? mistero... io ho fatto a occhio e l'ho ridotto di un po' più della metà).
Poi togliete l'aglio, frullate, passate al setaccio e lasciate raffreddare.

Non so come dovrebbe risultare questo "pomodoro brodo"... a me è venuta una cosa così, abbastanza liquida:


Ora possiamo finalmente dedicarci alla ricetta vera e propria.
Intanto, lo sapete cosa sono gli Spinosini? Io non li avevo mai sentiti nominare, ma ho scoperto che si tratta di tagliolini all'uovo prodotti artigianalmente a Campofilone nelle Marche; sono fatti esclusivamente di semola di grano duro e uova. Ho fatto di tutto e di più per trovare questa pasta in vendita a Milano, ma non ci sono riuscita. Però sono stata moooolto fortunata, perché assolutamente per caso ho scoperto che al super vendono degli ottimi Tagliolini di Campofilone (marchio coop), che in percentuale contengono ancora più uova degli Spinosini usati dallo chef. Ero troppo felice di averli trovati, perché già mi vedevo in cucina a preparare anche la pasta... e mi mancava solo quello!!

Guardate come sono belli questi tagliolini:


Dunque, preparate la salsa: soffriggete i due tipi di olio (io olio evo + un peperoncino) insieme all'aglio, poi aggiungete le vongole e sfumate col vino bianco. Coprite e lasciate aprire le vongole a fuoco basso. Una volta che si saranno aperte toglietele dal fuoco e sgusciatele. Filtrate il liquido delle vongole e aggiungete il pomodoro brodo e il brodo di pesce. Aggiungete 25 g di vongole sgusciate e il prezzemolo tagliuzzato con le forbici e frullate il tutto. Assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale e aggiungete all'incirca 1/3 del peso in acqua (io non ho aggiunto acqua, perché la salsa mi sembrava già molto liquida).
Domanda: delle vongole rimanenti cosa ne devo fare?

Preparate i tagliolini, cuocendoli in acqua salata per 2 minuti e 30 secondi, poi scolateli, conditeli con 150 g di salsa e mettete tutto in frigorifero. Preparate dei nidi da 70 g di pasta l'uno (se la ricetta è per 4 persone e se sono previsti 70 g di pasta ciascuno, a casa mia fanno 280 g e non 200... la salsa più di tanto non pesa!).
Per il bianco limone, tagliate a julienne la parte bianca del limone, sbollentatela (in poca acqua e poi scolatela), unite poi l'olio e il succo di limone, il brodo di pesce e lo spicchio d'aglio tagliato in due per la lunghezza.
Condite i tagliolini con la salsa (quale? quella restante dai 150 g? fredda?) e metteteli (ogni nido) in una tazza che prima di servire dovrete scaldare a 55-60°C.
Prima di servire, decorate ciascun nido di tagliolini con una vongola cruda (io cotta, perché non mi fido...), qualche zesta di bianco di limone, la scorza grattugiata di limone, del prezzemolo tagliato a julienne e olio extravergine di oliva al limone (io olio evo normale).

FI-NI-TO!!

Considerazioni finali:
1) dopo aver passato il pomeriggio in cucina, mi sono mangiata un nido di tagliolini freddi, buoni, ma freddi. Hai voglia a scaldare la tazza - e 60 gradi non sono tanti -, ma se i tagliolini sono stati in frigo e sono stati conditi con una salsa fredda, inevitabilmente si mangerà un piatto freddo. Non so voi, ma io la pasta alle vongole la preferisco calda.
2) I tagliolini di Campofilone sono ottimi! Se li trovate, non fateveli sfuggire :)
3) Il libro di Moreno Cedroni? Molto bello dal punto di vista estetico, molto simpatica la parte che parla della sua vita, della moglie e della figlia, dei suoi ristoranti, molto interessanti i piatti suddivisi per "annate"... La parte delle ricette? Sorry, bocciata.

Le mie amiche dello Starbooks saranno arrivate alla stessa conclusione? Non vi resta che andare a sbirciare da loro:
Ale di menu turistico - Gelato di toma con marmellata di fragole
Ale only kitchen - Tonno fucsia
Patty di Andante con gusto - Carpaccio tiepido di palombo
Cristina di poverimabelliebuoni - Tataki di quaglia e tonno



E il prossimo mese affronteremo un libro un po' più... affrontabile!!! Non vedo l'ora :)

mercoledì 18 aprile 2012

Io non lo volevo fare il Mojito alla lavanda...

Premessa: le mie amiche dello Starbooks le adoro. In blocco. Per loro farei qualsiasi cosa, dallo scrivere post lunghissimi nottetempo, a litigare col marito causa ennesimo acquisto di un libro di cucina (possibilmente costoso e voluminoso), a cimentarmi con l'alta cucina di un grandissimo chef...

Ecco, l'ultima che ho detto... Moreno Cedroni è uno di questi super-chef. E' bravissimo, famosissimo e anche simpaticissimo. Bellissimo no, ma mica si può avere tutto.
E - udite udite - lo Starbooks di questo mese è la nuova monografia che Giunti Editore ha dedicato proprio a lui nella collana "Grandi Cuochi".
Io, logggggiuro, non lo volevo questo libro.
Non perché la cucina di Cedroni non mi piaccia (anzi!) e non perché il libro non sia bello (ri-anzi!), ma perché molte delle ricette non sono alla mia portata, e questo semplicemente perché mi manca l'attrezzatura di base. Tipo un abbattitore. Un sifone. O anche una gelatiera (padronissimi di non crederci, ma il gelato non mi piace). E poi non metto la mano sul fuoco per la mia bilancia, che è sì elettronica, ma non so se sia davvero in grado di pesarmi 8 grammi di succo di lime o 2 grammi di foglie di menta...

Comunque le mie compagne d'avventura sono state magnanime e per la prima "puntata" mi hanno lasciato una ricetta che non è poi così difficile da realizzare: il Mojito alla lavanda. Seguitemi e svelerò anche a voi come si fa!




Il mojito è il mio drink preferito per le happy hour estive (come ho raccontato qui). Adoro il sapore della menta fresca e mi piace tantissimo schiacciare le foglie nel bicchiere con la cannuccia. Se il barman non lo fa troppo "carico", riesco a berne anche due di fila...

Ero dunque molto curiosa di assaggiare la famosa versione alla lavanda di Moreno Cedroni, anche se degli ingredienti originali non rimane molta traccia...

il Mojito alla lavanda di Moreno Cedroni


ingredienti per 4 persone

per lo sciroppo di lavanda:
100 g di acqua
100 g di zucchero semolato
16 g di fiori di lavanda essiccati

per il mojito:
625 g di sakè
250 g di sciroppo di lavanda
200 g di succo di pera
8 g di succo di lime (all'incirca il succo di 1 lime)
2 g di foglie di menta fresca (una manciata)

per la striscia di noccioline:
75 g di burro di arachidi
45 g di latte

Innanzitutto preparate lo sciroppo di lavanda: mettete a bollire l'acqua con lo zucchero semolato, togliete dal fuoco e aggiungete la lavanda essiccata. Coprite e lasciate in infusione per 15 minuti, frullate con il minipimer e filtrate. Otterrete uno sciroppo piuttosto scuro.
Note:
- usando i quantitativi indicati nella ricetta ho ottenuto esattamente 140 g di sciroppo. Per preparare il mojito per 2 persone - come ho fatto io - è più che sufficiente, ma se volete realizzarlo per 4 dovete quasi raddoppiare le dosi di acqua e zucchero;
- i fiori di lavanda li trovate in erboristeria, accertatevi che siano per uso alimentare.

Preparate il mojito: frullate insieme tutti gli ingredienti.
Note:
- nella ricetta non è specificato, ma ho preferito utilizzare del succo di pera limpido;
- tutti gli ingredienti, tranne la menta, sono liquidi e secondo me invece di frullarli sarebbe stato sufficiente mescolarli brevemente. La menta l'avrei pestata come si fa nel mojito classico...

Preparate la crema di noccioline: mescolate il burro di arachidi con il latte.

Servite il mojito alla lavanda ben freddo e accompagnatelo con una striscia di crema di noccioline. Decorate a piacere con qualche fiore essiccato di lavanda (ed eventualmente una scorza di lime attorcigliata).


Note finali:
- la striscia di crema è carina da vedere, ma come la si mangia? intingendoci il dito...? se volete semplificarvi la vita, una classica ciotolina di arachidi (non salate) può andare altrettanto bene;
- il sapore della lavanda si sente molto e forse non piacerà a tutti, ma senz'altro è una bevanda interessante e... diversa!

Adesso sarete curiose di sapere cos'hanno combinato le mie colleghe dello Starbooks... Alessandra, dalla quale trovate come sempre anche la presentazione del libro, si è cimentata con il Baccalà all'anconetana, Patty con degli strepitosi Tortellini al parmigiano con salsa al pomodoro e carne cruda, Cristina ha avuto la meglio sui Rigatoni all'arrabbiata con alici fresche e melanzane e la bravissima Ale ha preparato gli Gnocchi al ragù con gamberi rossi al limone.

Questo è il libro...
...e arrivederci alla prossima puntata!